Marca temporale sulla firma: cos'è e cosa prova
La marca temporale qualificata collega ogni firma a una data e a un'ora precise. Cos'è, cosa prova, dove si vede nel PDF, quanto costa e cosa non sostituisce.
Aggiornato il 27 settembre 2026
Le informazioni di questa guida hanno carattere generale e divulgativo e non costituiscono consulenza legale o fiscale. Per il tuo caso specifico rivolgiti a un avvocato, a un commercialista o a un Centro di assistenza fiscale (CAF).
La marca temporale qualificata è un dato elettronico che collega altri dati (qui, ogni firma) a una data e a un'ora precise e prova che quei dati esistevano in quel momento; la rilascia un prestatore di servizi fiduciari qualificato, cioè un'organizzazione a cui un organismo di vigilanza ha assegnato questa qualifica. Su Affitti per chi ha Fretta ogni firma con Firma Elettronica Avanzata (FEA) ne riceve una, senza costi in più.
Che cos'è una marca temporale?
Il Regolamento (UE) n. 910/2014 (eIDAS) la chiama "validazione temporale elettronica": sono dati in forma elettronica che collegano altri dati a una data e a un'ora, così da provare che quei dati esistevano in quel momento. In Italia il Codice dell'amministrazione digitale (CAD) adotta le stesse definizioni del Regolamento eIDAS.
Quando una marca temporale è "qualificata"?
Quando rispetta i tre requisiti dell'articolo 42 del Regolamento eIDAS:
Per il diritto europeo il rilascio di marche temporali è un "servizio fiduciario", e un prestatore diventa "qualificato" solo quando un organismo di vigilanza gli assegna questa qualifica.
Cosa prova la marca temporale sulla firma?
Per il Regolamento eIDAS (articolo 41) la data e l'ora indicate da una marca temporale qualificata si presumono esatte, e si presume che i dati a cui sono collegate siano integri, cioè non modificati. A una marca temporale qualificata non si possono negare effetti giuridici né l'ammissibilità come prova in giudizio per il solo fatto che è in forma elettronica.
Su Affitti per chi ha Fretta la marca sta dentro ogni firma, quindi i dati a cui è collegata sono la firma: prova che la firma esisteva in quel momento. Non certifica il contenuto del contratto, né che sia vero o valido.
Una marca temporale qualificata rilasciata in uno Stato membro dell'Unione europea è riconosciuta come qualificata in tutti gli altri Stati membri.
Su quali firme c'è?
Su tutte le firme fatte con la piattaforma: sui contratti che generi e fai firmare dalla scheda del contratto, e sui documenti PDF che carichi nella sezione Firme. Ogni firmatario appone la sua firma, e ogni firma ha la sua marca temporale. Non c'è invece sui contratti archiviati come "Documento caricato", perché sono stati firmati altrove.
La marca temporale costa di più?
No, è compresa nel prezzo della firma. Per i proprietari privati la firma costa €5 IVA inclusa, oppure rientra nelle 10 firme all'anno del Piano Owner. Per i Professionisti è compresa nelle firme incluse nei piani Premium e Business e nella firma extra a €3 +IVA. Chi firma su invito, come l'inquilino, non paga nulla.
Dove vedo la marca temporale nel PDF firmato?
La marca non è un timbro stampato sulla pagina: sta dentro la firma. Apri il PDF firmato con un programma che mostra le firme elettroniche, per esempio Adobe Acrobat Reader, e apri il pannello delle firme: nei dettagli di ciascuna firma trovi la data e l'ora della marca temporale. Alcuni visualizzatori integrati nei browser non mostrano le firme.
La marca temporale sostituisce la registrazione all'Agenzia delle Entrate?
No. La marca temporale non sostituisce la registrazione del contratto all'Agenzia delle Entrate (AdE): quando è prevista, la registrazione è un obbligo delle parti e resta necessaria anche per i contratti firmati online.
Per saperne di più
Se sei proprietario leggi La firma elettronica (FEA) e Far firmare un documento (Firme); se sei inquilino, Come firmare un contratto; se sei un Professionista, Firme incluse nei piani a pagamento e firma extra.
Riferimenti normativi: Regolamento (UE) n. 910/2014 (eIDAS), come modificato dal Regolamento (UE) 2024/1183: articoli 3 (punti 16, 20, 33 e 34), 24 bis (paragrafo 6), 41 e 42; Codice dell'amministrazione digitale, articolo 1, comma 1-bis.
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