Cos'è il canone concordato e quando conviene
Il contratto a canone concordato offre vantaggi fiscali a entrambe le parti. Come funziona e quando si applica.
Aggiornato il 12 giugno 2026
Le informazioni di questa guida hanno carattere generale e divulgativo e non costituiscono consulenza legale o fiscale. Per il tuo caso specifico rivolgiti a un avvocato, a un commercialista o a un CAF.
Il contratto a canone concordato (art. 2 comma 3, L. 431/1998) è un tipo di contratto con durata 3+2, in cui il canone massimo è stabilito da accordi territoriali tra associazioni di inquilini e di proprietari.
Dove si applica
Il canone concordato è disponibile principalmente nei comuni ad alta tensione abitativa e in quelli con accordi territoriali vigenti. Le principali città italiane rientrano in questa categoria: Milano, Roma, Napoli, Torino, Bologna, Firenze e molte altre.
Vantaggi per il proprietario
Cedolare secca al 10% (invece del 21%), possibili riduzioni IMU deliberate dal comune, oppure (in alternativa alla cedolare) una riduzione della base imponibile IRPEF.
Vantaggi per l'inquilino
Canone inferiore al mercato (calmierato dagli accordi locali) e detrazioni IRPEF dedicate, in base al reddito.
Durata
3 anni + rinnovo automatico di 2 anni. Diversamente dal 4+4, il rinnovo automatico è di 2 anni.
Come si determina il canone
Il canone massimo è stabilito dalle tabelle degli accordi territoriali, aggiornate periodicamente. In molti casi è richiesta l'attestazione di rispondenza rilasciata dalle associazioni di categoria. Per conoscere i valori applicabili al tuo immobile rivolgiti al Comune o alle associazioni (es. SUNIA, Confedilizia).
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