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Le spese condominiali: chi paga cosa

La ripartizione delle spese condominiali tra inquilino e proprietario: regole generali e prassi.

Aggiornato il 12 giugno 2026

Le informazioni di questa guida hanno carattere generale e divulgativo e non costituiscono consulenza legale o fiscale. Per il tuo caso specifico rivolgiti a un avvocato, a un commercialista o a un CAF.

La ripartizione delle spese tra proprietario e inquilino è disciplinata dalla legge 392/1978 e dall'art. 1576 del Codice Civile. La regola di base distingue tra spese ordinarie e straordinarie.

Spese a carico dell'inquilino (ordinarie)

Pulizia e manutenzione ordinaria delle parti comuni (scale, ascensore, giardino), energia per l'illuminazione comune, acqua condominiale, manutenzione ordinaria del riscaldamento centralizzato, tassa rifiuti (TARI).

Spese a carico del proprietario (straordinarie)

Rifacimento della facciata, sostituzione dell'ascensore o dei macchinari, impermeabilizzazione del tetto, installazione di nuovi impianti, lavori strutturali all'edificio.

Zone grigie

Alcune spese non sono classificate in modo univoco (manutenzione straordinaria del riscaldamento, rifacimento tubature, interventi sul tetto). In questi casi si guarda alla distinzione tra "godimento" del bene (inquilino) e "conservazione" del bene (proprietario), oltre alle tabelle di ripartizione concordate dalle associazioni di categoria.

Il contratto può derogare

Le parti possono accordarsi diversamente nel contratto, nei limiti di legge: ad esempio il proprietario può accollarsi le spese condominiali a fronte di un canone più alto. Metti sempre gli accordi per iscritto.

Rendiconto condominiale

Il proprietario deve consentire all'inquilino di verificare le spese richieste: l'inquilino ha diritto di ottenere l'indicazione specifica delle spese e di esaminare i documenti giustificativi.

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