Cedolare secca vs IRPEF: quando conviene
Confronto generale tra i due regimi fiscali per i redditi da locazione e i criteri di scelta.
Aggiornato il 12 giugno 2026
Le informazioni di questa guida hanno carattere generale e divulgativo e non costituiscono consulenza legale o fiscale. Per il tuo caso specifico rivolgiti a un avvocato, a un commercialista o a un CAF.
I redditi da locazione possono essere tassati in due modi: cedolare secca (aliquota fissa) o IRPEF (aliquota progressiva). La scelta va fatta al momento della registrazione del contratto e può essere rivista alle annualità successive.
Cedolare secca
Aliquota fissa del 21% sui canoni percepiti. Per i contratti a canone concordato nei comuni ad alta tensione abitativa l'aliquota scende al 10%. Niente addizionali comunali e regionali, niente imposta di registro e di bollo sulla registrazione.
IRPEF ordinario
Il reddito da locazione (il 95% del canone, con una deduzione forfettaria del 5%) si somma agli altri redditi ed è tassato con le aliquote progressive IRPEF. Possono incidere detrazioni e oneri deducibili personali.
Quando tende a convenire la cedolare
In linea generale, la cedolare secca conviene quando l'aliquota marginale IRPEF supera il 21%, cosa frequente per chi ha anche redditi da lavoro. È la scelta più comune.
Quando può convenire l'IRPEF
In casi particolari: redditi complessivi molto bassi, molte detrazioni che ridurrebbero l'imposta, situazioni familiari specifiche. Un commercialista o un CAF possono fare il confronto esatto sui tuoi numeri.
Vincolo importante della cedolare secca
Con la cedolare secca si rinuncia all'aggiornamento ISTAT del canone per tutta la durata dell'opzione. Se prevedi un'inflazione significativa, considera questo vincolo nella scelta.
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