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Canone concordato: cos'è e quando conviene

11 agosto 20264 min di lettura

Il canone concordato è un contratto di affitto, il cosiddetto "3+2" (3 anni rinnovabili per altri 2), in cui l'importo dell'affitto non è libero ma deve restare entro fasce di valore stabilite a livello locale dagli accordi territoriali. È disciplinato dalla Legge 431/1998, art. 2 comma 3.

La differenza rispetto al contratto a canone libero, il classico "4+4", è proprio questa: il proprietario incassa un canone mensile un po' più basso, ma in cambio ottiene un vantaggio fiscale rilevante. L'inquilino paga meno rispetto ai prezzi di mercato.

Il vantaggio fiscale: cedolare secca al 10%

Il motivo per cui molti proprietari scelgono il canone concordato è la cedolare secca agevolata al 10%, contro il 21% del regime ordinario applicabile al canone libero. Su un affitto di importo equivalente la differenza, nell'arco di un anno, può essere significativa: vale la pena fare due conti sulla propria situazione, meglio se insieme a un commercialista.

Cosa serve per attivarlo

Per stipulare un contratto a canone concordato serve un'attestazione rilasciata dalle organizzazioni firmatarie degli accordi territoriali locali, che certifica la conformità del canone pattuito ai valori minimi e massimi previsti per quella zona. Senza attestazione il contratto non può beneficiare delle agevolazioni fiscali del regime concordato.

Quando conviene, e a chi

Conviene soprattutto al proprietario, quando il canone di mercato nella sua zona non è molto più alto della fascia concordata: il risparmio fiscale spesso compensa e supera il minor incasso mensile.

Conviene anche all'inquilino, che paga un affitto più basso rispetto al libero mercato a parità di zona e tipologia di immobile, e a entrambi quando si punta a bonus e agevolazioni che richiedono proprio questo tipo di contratto, come il Bonus Affitto.

Non conviene automaticamente a tutti: dove il canone di mercato è già vicino ai valori concordati, il vantaggio fiscale pesa meno. È una valutazione da fare caso per caso.

Canone concordato, passo dopo passo

Su Affitti per chi ha Fretta puoi generare gratuitamente un contratto 3+2 a canone concordato, insieme al 4+4 a canone libero e al transitorio, e farlo firmare online con Firma Elettronica Avanzata (FEA). I modelli forniti sono standard e non sostituiscono una consulenza fiscale o legale: per l'attestazione e per capire se il canone concordato è la scelta giusta nel tuo caso, rivolgiti a un professionista abilitato.

Domande frequenti

Quanto dura davvero un contratto 3+2?

Tre anni, con proroga automatica di altri due se nessuna delle parti disdice nei termini previsti dal contratto.

La cedolare secca al 10% vale in tutti i Comuni?

L'aliquota agevolata è legata al rispetto degli accordi territoriali, che esistono in un numero crescente di Comuni. Verifica che nel tuo Comune siano stati sottoscritti.

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